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Cui (surname)

Cui is one of the 100 most common surnames in China, with around 0.28% of the Chinese population having the surname (around 3.4 million in 2002). It is also one of the most common surnames in Korea, with around 4.7% of the population having the surname in South Korea (2.4 million in 2013).

In China, Cui is commonly found in Shandong and Henan, as well as provinces in the north-east and other areas of China, such as Heilongjiang, Liaoning, Hebei, Jiangsu, Shanxi, and Jilin. It is romanized as Chui in Hong Kong (Cantonese), Choi in Macao (Cantonese) and Malaysia, Choi in Korean, Thoi in Vietnamese and Tsoi in Russian.

Douglas Harper's Etymology Dictionary
Wiktionary
The Collaborative International Dictionary

Usage examples of "cui".

Camilla conservava ancora qualche cosa di solenne, resto dello stato di demenza in cui era rimasta tanto tempo, ma pure era tornata in senno.

Ecco i motivi che mi spinsero a farla da letterato, in una lacuna lasciatami dalle circostanze, in cui ho creduto meglio: far niente, che far male.

Circa alla parte romantica, se non fosse adorna della storica, in cui mi credo competente, e dal merito di svelare i vizi e le nefandezze del pretismo, io non avrei tediato il pubblico, nel secolo in cui scrivono romanzi i Manzoni, i Guerrazzi ed i Victor Hugo.

Silvio credette prudente di fare a Marcellino nel caso in cui Manlio dovesse rimanere alcuni giorni con loro.

Eminenza il cardinale Procopio, ministro di Stato, fu avvisato dal Questore del Quirinale della fuga di Manlio e del modo violento con cui era stato sottratto.

Muzio che aveva imparato la sua storia e conosciuta la propria condizione da Siccio, ripensando alla trama scellerata con cui egli era stato ridotto alla presente poverissima condizione, sdegnava di posare davanti a persone che spesso non conosceva.

Ma intanto niuno lo aveva mai veduto stendere la mano, ragione per cui gli altri mendichi lo chiamavano con sarcasmo: il signor mendico.

E passava e ripassava la mano sul liscio mento dove fra le macchie di cui avevanlo chiazzato la lussuria e la depravazione, si scorgeva la pallida e giallognola cute del camaleonte.

Palazzo Corsini stanno Procopio ed Ignazio che noi conosciamo e di cui conosciamo i delitti, e qui fuori, pronto a fare giustizia degli scellerati stanno Attilio, Muzio, Silvio e venti compagni dei nostri trecento.

Orazio, rivolgendosi a Manlio, con cui aveva pur ricambiato mille segni di reminiscenza e di gratitudine.

Panteon a cui non posso pensare, senza tributargli un pensiero di rispetto e di ammirazione.

Appoggiato dal governo, ed autorizzato a marciare alla testa del reggimento di cui aveva il comando, il principe non era sicuro per mancanza di pratica dei luoghi chiusi da foltissimi boschi di poter riuscire, laonde chiese al cardinale A.

Aurelia e Thompson avean dimenticato la natura intiera tormentati da certo pizzicore, le cui espressioni erano occhiate incendiarie.

Era il famoso pugno con cui il nostro Silvio lo aveva capovolto tra le ruote della carrozza.

Orazio, cui nessuno contendeva il comando, aveva disteso circa cento dei suoi, comandati da Muzio in bersaglieri, tra i massi ed il bosco che dominavano il monte dalla parte ove si vedeva il nemico avanzare.